Fold, check, bet o raise?

Fold, check, bet o raise?

Il recente Pokerstars.it Italian Poker Tour di San Marino, chiuso con la vittoria di Gigetto Pignataro, ha visto il BIGpoker Team protagonista, purtroppo in negativo, di una serie di mani giocate in modo quantomeno discutibile da parte degli avversari.

Ci sono situazioni in cui la scelta tra le diverse opzioni a disposizione non è facile, anche perché il contesto di ogni singola mano fa storia a sé e un bravo giocatore dovrebbe essere in grado di tenere in considerazione tutti i diversi aspetti che possono incidere sulla decisione finale (stack, hole cards, situazione dell'avversario, tipologia dell'avversario, eccetera).

Soffermiamoci su due mani, molto negative per il BIGpoker Team.

La prima. Fabrizio Dosi spilla 99 da middle position. Nessuno chiama o betta prima di lui. I bui sono 800/1600. Lui decide di puntare 3.500. I suoi avversari foldano fino al BB. Questi ci pensa e rilancia fino a 10.500. Il BB è il chip leader, mentre Fabrizio è leggermente sotto average a circa 50.000 chip. Call del nostro PRO.

Ecco il flop:

La coppia di Fabrizio acquista ancora maggior peso. È la top pair, e inoltre il suo 9 rappresenta un progetto forte di scala. Dal BB arriva però la mossa che non ti aspetti e che non vorresti: All-in immediato.

A questo punto è chiaro che sono diverse le considerazioni che un giocatore può fare. Fabrizio dice che "i suoi occhi mi dicevano che ero davanti". Sensazioni che certamente non si possono discutere sullo schermo di un computer. Arriva la chiamata da parte del nostro PRO. E il suo oppo gira AK off.

La giocata dell'avversario è discutibile. Probabilmente aveva già deciso di andare All-in prima di vedere il flop, probabilmente si è sentito forte più del suo stack che non della sua mano, probabilmente ha voluto fare uno di quei "tentativi" che è più facile vedere nel poker online che nel live. Le sue parole fanno intendere che si possa trattare di una combinazione delle tre ipotesi, condita con un po' di incoscienza: "Ti facevo coppia media!".

Il board finale molti di voi lo conosceranno visto che si è parlato di questa mano qui sul blog:

nullo

La seconda. Michele Di Lauro rilancia a 1.700 con QfQq dopo l'apertura di un avversario a 600. Un altro avversario ri-rilancia a 4.500 e il solo Di Lauro chiama. Flop:

Non è il flop migliore per Di Lauro. L'Asso rappresenta una minaccia. Check. Check dell'avversario. Arriviamo al turn:

Si apre la possibilità di una scala a incastro. Di Lauro fa check, l'oppo decide di puntare 5.000. A questo punto del torneo, Di Lauro è già stato protagonista di una serie di ottime letture degli avversari. Successivamente dirà che anche in questa occasione aveva letto la mano del suo oppo. Call di Michele. River:

Il board è molto interessante. C'è un Asso. C'è un colore. C'è una scala. Michele sceglie di prendere in mano la situazione e di andare in bluff, figurando al suo avversario una coppia più forte della sua (KK). La sua puntata è 9.000, che con stack ancora vicini al livello iniziale (20.000) significa impegnarsi seriamente nella mano. Vuole chiaramente far credere che quel 9 al river ha cambiato il corso degli eventi.

Il suo avversario ci pensa perché sa che il board gli è contrario. Effettivamente ha in mano KqKf (le letture di Di Lauro stupiscono sempre). Con coppia di Assi perde. Con colore perde. Con scala perde. Eppure, alla fine, chiama. E vince la mano, facendo infuriare (e scendere) il nostro Michele che aveva certamente impostato un bluff come si deve e di certo non si aspettava una chiamata di questo tipo.



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